Nell’ecosistema del poker in cima alla catena alimentare ci sono quelli che foldano – parte 1

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L’articolo che segue scritto da Tommy Angelo, è stato tratto dalla rivista Poker Sportivo.

Ho giocato a poker per 10 anni prima di scoprire cosa significa foldare, nel 1984. E’ successo quando incontrai Bobby. Era un uomo dalla grande pancia, dalla lunga barba e dalla risata scrosciante. Bobby era come Babbo Natale, eccetto il fatto che non regalava niente a nessuno. Continuava a buttare via le carte, e sembrava non soffrirci minimamente. Poi si alzava portandosi via i soldi degli altri che  sembravano non soffrirci minimamente.
Allora ho iniziato a foldare più spesso, per vedere cosa sarebbe successo. Ho foldato prima del flop 10-9 un paio di volte. Ho foldato Q-8 suited. Ho foldato un asso dopo che qualcuno aveva rilanciato. Era una cosa così nuova e così eccitante. Ero entusiasta come un esploratore. Ho continuato così ad aggiungere mani da non giocare cercando di allineare il mio tasso di fold preflop a quello di Bobby. E non mi sono fermato lì. Oh no. Non ci è voluto molto prima che mi buttassi nei numeri più difficili, tipo foldare sul river quando avevo una buona mano.
Dopo poco tempo andai a Las Vegas. Dopo una settimana nel deserto mi sentivo come Charles Darwin deve essersi sentito alle isole Galapagos: mi ero inoltrato in una landa desolata e avevo trovato strani nuovi ecosistemi popolati da specie bizzarre. Quello che scoprii sull’isola di Las Vegas è che nell’ecosistema del poker, in cima alla catena alimentare, ci sono quelli che foldano.

Qui devo fermarmi un attimo e spiegarvi esattamente cosa intendo per foldare. Parlo di foldare spesso, e in modo cospicuo e audace, senza fare una piega. Ogni tanto nelle partite di Vegas capitava che un non-foldatore discutesse con un foldatore, a volte in modo amichevole, a volte no, su quanto quest’ultimo stesse giocando solido. Non riuscivo a capacitarmi di quanto a loro agio fossero i foldatori con tutto questo – il foldare, i commenti degli altri giocatori – e se ne stavano lì dietro i loro cospicui stack con sorrisi a trentadue denti, e via un altro muck.
Okay, oggi so bene come funzione. E’ come un club. Il club dei foldatori. Bene, qualunque cosa fosse volevo farne parte.

A domani per la seconda parte

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